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24 Ottobre 2022Booking.com modifica il controllo delle carte di credito nelle prenotazioni flessibili, eliminando la trasmissione dei dati ai gestori e aumentando i rischi di mancato incasso. L’articolo analizza le conseguenze e suggerisce strategie di gestione per gli albergatori.
Booking.com ha introdotto una novità importante per gli albergatori: non comunicherà più i dati delle carte di credito dei clienti per le prenotazioni flessibili a cancellazione gratuita. Questo cambiamento modifica radicalmente il processo di verifica e garanzia degli incassi, creando un potenziale rischio economico per le strutture ricettive. La nuova procedura prevede che sia Booking.com a effettuare una verifica di validità sulla carta tramite una preautorizzazione a importo zero, che però non garantisce l’effettivo incasso in caso di no show o cancellazione tardiva.
Quella che Booking.com effettua è una “verifica carta”, ovvero una preautorizzazione a zero che conferma solo la validità del numero di carta e della data di scadenza. Tuttavia, questo controllo non garantisce la disponibilità dei fondi al momento del possibile addebito della penale in caso di cancellazione oltre i termini o di mancata presentazione del cliente. Tale situazione può causare un mancato incasso per l’albergatore, lasciando aperta la possibilità di perdite economiche rilevanti.
In caso di mancata presentazione o di cancellazione tardiva, l’albergo dispone di appena 4 giorni per segnalare l’evento a Booking.com. Solo successivamente la piattaforma tenterà di addebitare la penalità sulla carta cliente. In caso di successo, l’hotel riceverà un codice VCC per procedere all’addebito vero e proprio. Se invece la transazione fallisce, albergatore perde l’incasso, ma non dovrà pagare la commissione a Booking. Questo meccanismo, sebbene tuteli parzialmente, non elimina il rischio economico, aggravando la posizione delle strutture ricettive.
La decisione di Booking.com rappresenta un cambiamento unilaterale che mette gli albergatori in una posizione più vulnerabile rispetto al passato, soprattutto nelle prenotazioni flessibili. La mancanza di garanzia sugli incassi in presenza di no show o cancellazioni tardive impone una riflessione approfondita sulle strategie di gestione del rischio finanziario e delle politiche di prenotazione adottate.
Le strutture dovrebbero considerare soluzioni integrate, come la richiesta di garanzie aggiuntive o l’adozione di condizioni più rigide laddove possibile, per tutelarsi da perdite non compensate. In ogni caso, la valutazione critica delle modifiche contrattuali imposte da piattaforme come Booking.com diventa fondamentale per governare efficacemente l’attività alberghiera senza subire rischi economici non preventivati.

Booking.com non trasmette più i dati delle carte per prenotazioni flessibili, effettuando solo una preautorizzazione a zero come verifica della carta.
Viene fatta una preautorizzazione a importo zero che conferma solo la validità della carta, ma non la disponibilità di fondi.
Gli albergatori rischiano di non incassare le penali in caso di no show o cancellazioni tardive, poiché la validità della carta non garantisce fondi disponibili.
Gli hotel hanno 4 giorni per comunicare l’evento a Booking.com, dopodiché la piattaforma tenta l’addebito della penale.
Possono richiedere garanzie aggiuntive o politiche più rigide per salvaguardare gli incassi da no show o cancellazioni tardive.